È cosi’ facile rendere felici i nostri ragazzi, seppure in un contesto duro come la disabilità e la pandemia di questi anni…occorre solamente sensibilita’, tenerezza ed amore oltre ad un ambiente studiato e progettato per loro, ed aperto ai cambiamenti e migliorie come il Charitas di Modena.
Io ricordo ancora l’inserimento del mio ragazzo, l’inizio di un percorso lungo e duro, le difficolta’ ed il dolore di lasciarlo in un posto nuovo, sconosciuto, sempre in bilico tra sollievo e sensi di colpa….
Ora posso dire che la battaglia è vinta; quando lo prendo per i rientri a casa è l’emblema della felicita’, quando lo riporto questa felicita’ si tramuta in serenita’, ed è una grande vittoria per me, per noi, per tutti.